C’erano dentro tutti nel mondo mafioso delle truffe agricole e sul bestiame all’Unione Europea, per drenare fiumi di denaro pulito nelle tasche del clan tortoriciani. Zii, genitori, nipoti, cugini e cognati, molto spesso come semplici prestanome dei mafiosi di rango. È stata un’altra lunga giornata ieri all’aula bunker di Gazzi per il maxiprocesso Nebrodi, che ha visto le deposizioni degli altri pentiti-chiave dell’operazione antimafia del gennaio 2020, ovvero Carmelo Barbagiovanni “muzzuni” e Salvatore Costanzo Zammataro “patatara”.
