Quindici condanne. Tutto il resto “cancellato” dalla prescrizione e dalle assoluzioni. All’indomani della clamorosa sentenza del maxiprocesso di droga “Nemesi-Ninetta”, e stiamo parlando di fatti del 2006, quindi di ben 13 anni addietro, non s’è spenta l’eco a Palazzo di giustizia di una decisione adottata dai giudici di secondo grado che si discosta parecchio dal pronunciamento di primo grado. E ha “cancellato” il reato mafioso per il clan di Mangialupi.
