Padre e figlio allo Zen 2, uno contro l’altro. Per affari di droga, per amicizie, soldi, cani. Fino all’ultimo scontro, domenica pomeriggio. Risolto con tre colpi di pistola sparati dal figlio. «Ne hanno sempre avuto di discussioni», dicevano quattro familiari convocati alla squadra mobile, qualche ora dopo, e non sospettavano di essere intercettati. «Suo padre gli doveva rompere le gambe la prima volta». Quelle intercettazioni hanno svelato il giallo del ferimento di Benedetto Moceo.
