«Fu “Micu u pacciu” a prendere l’iniziativa di uccidere Paolo De Stefano». Il pentito Paolo Iannò non ha avuto dubbi quando ha ricostruito gli scenari che hanno preceduto l’eliminazione del potente capo degli “arcoti”. E ha indicato in Domenico Condello, descrivendolo come un soggetto particolarmente «incline a usare il linguaggio delle ami», il principale responsabile dell’azione compiuta il 13 ottobre 1985 in via Mercatello e delle conseguenze catastrofiche derivate sotto forma di una guerra tra cosche con un bilancio finale di centinaia di morti.
