Trent’anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici, 3 anni di vigilanza dopo avere scontato la pena e risarcimento danni, da liquidarsi in separata sede, ai tre familiari della vittima che si sono costituiti come parte civile, ai quali è riconosciuta una provvisionale di 15mila euro ciascuno. E la sentenza del Gup di Catania, Simona Ragazzi, nel processo, celebrato col rito abbreviato, a Benedetto La Motta per l’omicidio di Dario Chiappone, il 27enne ucciso con 16 coltellate alla gola e al torace a Riposto la sera del 31 ottobre del 2016. L’imputato è indicato come esponente di spicco di un clan mafioso e sarebbe stato lui ad “autorizzare” l’agguato.
