«Il summit tra i vertici mafiosi e Raffaele Lombardo nel giugno del 2003 a casa» dell’ex presidente della Regione «è un fatto assolutamente privo di riscontro probatorio» ed è «certamente errata la collocazione temporale assegnata dal Gup», visto che Carmelo Puglisi, che secondo le dichiarazioni del boss pentito Santo La Causa sarebbe stato presente, «nell’estate del 2003 era ancora detenuto». Così la terza Corte d’appello di Catania nelle motivazioni con cui ha assolto il 31 marzo scorso dall’accusa di concorso esterno all’associazione mafiosa l’ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, condannandolo a due anni, pena sospesa, per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, ma senza i caratteri dell’intimidazione e della violenza.
