Due tentate estorsioni. Con l’aggravante del metodo mafioso. Commesse in un periodo ravvicinato e per questo riunite in un unico procedimento penale. A Vincenzo Astuto, 38 anni, messinese, i giudici stanno presentando il conto di quelle malefatte: prima il gup Simona Finocchiaro, che lo ha condannato in abbreviato a otto anni di reclusione, adesso la Corte d’appello. Il collegio (presidente Tripodi) lo ha sì riconosciuto colpevole, ma con una riduzione di pena di due anni rispetto al primo verdetto. L’imputato è difeso dall’avvocato Salvatore Silvestro.
