Una sinergia tra mafie dietro gli attentati ai Carabinieri.

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Contatti, confidenze, spiate tra gli uomini delle cosche sulle dinamiche preparatorie alla strategia della tensione, sugli anni di terrore (a cavallo tra gli anni ’80 e ’90) per le bombe piazzate e fatte esplodere a Roma, Firenze e Milano dalla mafia per indurre lo Stato ad alleggerire il regime del carcere duro imposto ai boss. Sono infiniti gli input che la Procura distrettuale antimafia di Reggio sta ricostruendo e svelando in Corte d’Assise dove s’innesta «’Ndrangheta stragista», l’indagine sugli attentati consumati ai danni dei Carabinieri tra il 1993 e il 1994.