Stupefacenti venduti ai ragazzini, una sola condanna cancellata.

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Si rivolgevano ad acquirenti giovanissimi, alcuni anche minorenni. E spacciavano un po’ di tutto: per lo più cocaina, hascisc e marijuana. Finché non è scattato il blitz dei carabinieri, che ha “mandato a carte quarantotto” una banda radicata nel rione di Mangialupi con il blitz denominato “Intreccio”.Il processo che ne è scaturito è giunto al vaglio della Corte di Cassazione: la Terza sezione penale ha annullato con rinvio alla Corte d’appello di Reggio Calabria la sentenza della Corte d’appello di Messina, che aveva inflitto a Salvatore Tindaro Pino 10 anni e 6 mesi per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.