In abbreviato, il pentito Biagio Grasso si è beccato una condanna a 6 anni, 4 mesi e 20 giorni, con il riconoscimento dell’attenuante per i collaboratori ma non delle attenuanti generiche. E il gup Carmine De Rose, che ha deciso la pena, spiega i motivi: riconoscendogli «una “affectio societatis”» al gruppo Romeo-Santapaola «piena, incondizionata e non gravata da spasmodiche pressioni, minacce e intimidazioni, un concreto interesse, anche egoistico e poco solidale con altri imprenditori, come lui “messi in mezzo” in vicende legate a criminalità organizzata di stampo mafioso», il giudice ha tenuto conto «della pericolosità del contributo dato dallo stesso imputato al gruppo criminale e al suo consolidamento e rafforzamento».
