L’operazione “Alcantara”, sfociata ieri in 26 arresti, e una storia scritta dalla Compagnia di Taormina, coordinata dalla Dda di Messina, giunta al capitolo finale in seguito a minuziosi accertamenti, andati ben oltre l’attività di controllo di due anni e mezzo fa. Gli investigatori, infatti, hanno intercettato i telefonini di sospetti, monitorato i loro comportamenti e costruito un castello accusatorio in cui il reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio costituiva la base.
