La paura di una perquisizione da parte delle forze dell’ordine e il conseguente lancio dal balcone di una busta di un negozio di abbigliamento di “Porte di Catania” con un caricatore da mitragliatore e pure una quarantina di cartucce dentro. C’è pure questo alla base dell’indagine che ha portato le “zecche” o le “pulci” della squadra mobile – così come le chiamavano in linguaggio criptico gli indagati – a imboccare la pista giusta che ha portato, dopo neanche due anni dalla sparatoria del viale Moncada 21, al blitz di ieri.
