Erano quasi le sei del pomeriggio, ieri, quando la seconda lunga udienza del maxiprocesso Nebrodi si è conclusa, all’aula bunker del carcere di Gazzi. Quasi per intero dedicata a sentire in aula Giuseppe Marino Gammazza, il primo dei nuovi pentiti tortoriciani che hanno rotto il muro di silenzio di questi ultimi anni, dopo gli arresti del gennaio 2020 nella più imponente operazione antimafia che ci sia stata sui Nebrodi, con al centro le truffe agricole dei clan mafiosi, la cosiddetta “mafia dei pascoli”. E Marino Gammazza, davanti al Tribunale di Patti presieduto dal giudice Ugo Scavuzzo, interrogato per ore dal sostituto della Dda Fabrizio Monaco e dal collega Antonio Carchietti, ha sostanzialmente confermato quanto ha già raccontato in questi mesi nei suoi verbali.
