Una sentenza d’appello lunga quattro pagine per trentadue imputati, uno nel frattempo è morto, che contiene un incastro veramente complesso. È in pratica la chiusura del processo di secondo grado per le operazioni antimafia degli anni ’90 denominate “Albatros” e “Scacco Matto”, con al centro gli affari criminali del clan del Cep che all’epoca era capeggiato dal boss Sebastiano “Iano” Ferrara, da tempo collaboratore di giustizia.
