Quando Salvatore Giarrizzo decide due anni fa di voltare le spalle alla mafia il clan Scalisi subisce pesanti ripercussioni. Ad Adrano c’è aria di vendetta. Massimo Neri, considerato l’esattore del pizzo degli Scalisi ha iniziato letteralmente a tremare perché il pentito «conosce tutti i peli del mio culo», dice ascoltato dai poliziotti della Mobile e del Commissariato. Ed è nella stessa conversazione che un uomo – rimasto ignoto – gli consiglia di «buttare a terra qualcuno». Insomma di fare del male ai parenti del collaboratore di giustizia. Un piano che però non si è mai concretizzato nell’immediatezza dei “proclami”. Ma nella primavera dell’anno scorso incendiano il camion dei panini che era utilizzato proprio da Giarrizzo. Un gesto – immortalato anche da alcune telecamere – che fa puntare i riflettori degli investigatori su alcuni esponenti del clan Scalisi, alleati dei Laudani di Catania. Ed è così che scattano i fermi dell’inchiesta Triade, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e i pm Assunta Musella e Fabio Saponara.
