Per Andrea Bonafede, l’operaio del comune di Campobello di Mazara, accusato di essere stato il «postino» di Matteo Messina Denaro, la Procura di Palermo ha chiesto la condanna a 13 anni. Andrea Bonafede è cugino e omonimo del geometra che aveva invece fornito l’identità al boss Messina Denaro, ora deceduto. L’operaio è accusato di associazione mafiosa. Il 26ottobre la parola passerà all’avvocato della difesa Tommaso De Lisi che dovrà dire la sua anche sulla richiesta delle parti civili di costituirsi anche dopo che il capo di imputazione è stato riformulato. L’imputazione originaria era di favoreggiamento aggravato, ma nel corso delle indagini, con l’emergere di nuove prove a carico del dipendente comunale di Campobello di Mazara, i pm Gianluca De Leo e Piero Padova l’hanno modificata, aggravandola. Per la Procura di Palermo, Bonafede, non ha solo favorito Matteo Messina Denaro, ritirando le ricette dal medico Alfonso Tumbarello, pure lui indagato, ma avrebbe assicurato al capomafia una assistenza continua.
