«Sapevo che mi stavano cercando per uccidermi, almeno da quattro cinque giorni. E così in palestra sono andato armato. La pistola è mia». Dal suo letto d’ospedale, lucido nonostante il proiettile appena estratto dalla sua schiena, Andrea Beretta racconta al pm Paolo Storari e ai carabinieri del Nucleo investigativo la sequenza da film noir che porta all’assassinio di Antonio Bellocco, 36enne originario di Taurianova ed erede di un pontentissimo clan di ’ndrangheta che regna su Rosarno e ha da anni nel mirino Milano e il mondo ultras. Il «Berro» è infatti uno dei capi della Nord interista. Era arrivato sul suo Range Rover alla palestra Testudo di via Besozzi, a Cernusco, punto di riferimento dei curvaioli nerazzurri e dei militanti di Casa Pound, quando Bellocco lo ha raggiunto sulla sua Smart bianca e lo ha invitato a salire. I due sono usciti sorridendo.
