Gli “affari” dell’ex pentito Bisognano. È stata esclusa l’aggravante mafiosa

La Seconda sezione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura distrettuale antimafia di Messina, contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame, resa nota il 17 settembre 2025, pochi giorni dopo l’esecuzione degli arresti scattati il 29 luglio 2025 a Mazzarrà Sant’Andrea e a Campobasso. Con quel provvedimento era stata confermata la custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonino Giardina, 36 anni, e di Carmelo Bisognano, ex collaboratore di giustizia, entrambi coinvolti nel procedimento giudiziario insieme a Davide Giardina, per il quale la Procura di Messina non aveva presentato ricorso per Cassazione. Il Tribunale del Riesame aveva tuttavia escluso, per i tre imputati, l’aggravante del metodo mafioso, ritenendo che non vi fossero elementi di prova sufficienti né sull’utilizzo del metodo mafioso né su un riavvicinamento dell’ex boss Carmelo Bisognano alla famiglia mafiosa dei “barcellonesi” o alla frangia del clan dei Mazzarroti, del quale, prima della collaborazione con la giustizia,