Gli “affari” di Bisognano, è «inammissibile» il ricorso della Procura

La II sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Messina contro l’ordinanza del Tribunale peloritano, datata 14 agosto 2025, che aveva portato all’arresto dell’ex collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano e dei fratelli Antonino e Davide Giardina, tutti e tre di Mazzarrà Sant’Andrea. I giudici hanno confermato l’esclusione dell’aggravante del metodo e della finalità mafiosa nell’ambito di un procedimento per intestazione fittizia di beni che si sta celebrando al Tribunale di Barcellona. La decisione è stata assunta dopo l’udienza del 10 febbraio. In aula sono intervenuti la sostituta procuratrice generale Fabiola Furnari, che aveva chiesto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata limitatamente alla mancata considerazione dell’aggravante mafiosa, e l’avvocato Pinuccio Calabrò, difensore di Antonino e Davide Giardina, che aveva sollecitato una declaratoria di inammissibilità o, in subordine, il rigetto del ricorso.