Le ’ndrine non perdonano: anche un video di torture dopo il furto della cocaina

Una taglia da 120mila euro sulla testa di un narcotrafficante, la possibilità concreta di un sequestro di persona, una fuga precipitosa in Spagna e persino un video di tortura e omicidio diffuso sui circuiti criminali per lanciare un messaggio inequivocabile: la ’ndrangheta non perdona. Sono gli elementi più inquietanti emersi dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul clan Vanella Grassi di Scampia e Secondigliano, culminata in nove arresti sulla base di un’ordinanza firmata dal gip Carla Sarno su richiesta del procuratore Nicola Gratteri. Al centro dell’indagine c’è la rapina di 20 chili di cocaina avvenuta tra marzo e aprile 2023 a Casavatore, un colpo che ha incrinato in modo profondo gli equilibri tra le cosche calabresi e quelle napoletane, generando una spirale di vendette, sospetti e ritorsioni.