Gli spacciatori di droga vogliono fare quasi tutti il “concordato”. E ieri all’aula bunker del carcere di Gazzi era un po’ questa la parola d’ordine giudiziaria che circolava tra gli avvocati difensori. In primo grado furono quasi quattro secoli di carcere per la multinazionale della droga al rione Giostra del gruppo dei Milanese rifornita dai cugini calabresi che venne smantellata dalla Dda e dai carabinieri con l’operazione “Dinamite”. In appello è ancora tutto da definire ed è tutta un’altra storia, perché in molti tra gli imputati attraverso i loro legali hanno anticipato ieri di voler accedere al patteggiamento della pena per cercare di limitare i “danni”. In pratica è l’accordo sui motivi di appello ex art. 599-bis c.p.p. introdotto nel 2017, che permette a difesa e accusa di concordare la riduzione della pena (fino a un sesto) o l’accoglimento parziale dei motivi di impugnazione, rinunciando agli altri.
