La ’ndrangheta di Reggio Calabria fu estranea alle elezioni regionali e comunali del 2020 e 2021, troncone nevralgico dell’inchiesta della Procura antimafia “Ducale”. Non condizionò il voto, non esercitò alcuna forma di pressione nei confronti di elettori, presidenti di seggio e scrutatori e soprattutto non strinse alcun patto scellerato con alcuni esponenti politici di Reggio o con professionisti indicati come grandi elettori. Che i politici fossero estranei alle pesanti accuse sostenute nei loro confronti dai pubblici ministeri di Reggio – per un paio di indagati erano stati chiesti gli arresti domiciliari – era emerso dal triplo “no” a qualsiasi misura cautelare da parte del Gip, del Tribunale della libertà e della Corte di Cassazione. Ora il Gip di Reggio, Giuseppina Laura Candito, ha disposto l’archiviazione della posizione dei politici indagati, ma anche di imprenditori, professionisti che seppure con posizioni marginali nell’inchiesta, erano stati indicati come «vicini» ai presunti affari e dinamiche mafiosi della cosca Araniti di Sambatello.
