Quasi 240 anni di carcere e 35 condanne. Sono i dati di una sentenza che rappresenta a suo modo un atto “storico”, che compendia e conferma quella del processo in abbreviato: il primo riconoscimento giudiziario di una cosca di ‘ndrangheta a Roma. Nel caso specifico, si tratta di quella degli Alvaro di Sinopoli, famiglia di ‘ndrangheta che da decenni controlla dal punto di vista criminale l’area aspromontana della provincia di Reggio Calabria. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Roma nell’ambito del processo denominato “Propaggine”, appendice appunto del potente clan sinopolese nella capitale. Al vertice dell’associazione, secondo la ricostruzione investigativa, coordinata dalla Procura antimafia romana, ci sarebbe Vincenzo Alvaro, condannato a 24 anni di carcere, insieme ad Antonio Carzo, condannato a 18 anni di carcere in appello, imputato nel troncone del processo in abbreviato.
