Quell’intervento pubblico che “innescò” la bomba di Via D’Amelio

L’intervento di Paolo Borsellino, il 25 giugno 1992, a Casa Professa, a Palermo, viene individuato dalla procura di Caltanissetta, come una delle motivazioni che portò all’accelerazione della strage di via D’Amelio. «In detto drammatico documento – scrive la procura di Caltanissetta che ha chiesto l’archiviazione di un filone delle indagini su mafia e appalti – Borsellino, con lucida determinazione, affermò pubblicamente di essere su taluni aspetti – che avevano portato dapprima all’isolamento professionale di Falcone e poi alla sua tragica eliminazione – un testimone di vicende che avrebbe riferito direttamente alla competente autorità giudiziaria di Caltanissetta e di cui conseguentemente non poteva fare menzione in detta pubblica assemblea».