C’è l’indagine sulle infiltrazioni mafiose nel mondo degli appalti dietro le stragi del ‘92. Ne sono convinti i pm di Caltanissetta che, seppure in una richiesta di archiviazione depositata al gip alla vigilia dell’audizione del procuratore Salvo De Luca in Antimafia, rilanciano la pista del dossier mafia-appalti come movente degli attentati a Giovanni Falcone, e alla moglie Francesca Morvillo, a Paolo Borsellino e agli agenti delle scorte. L’istanza di archiviare il fascicolo a carico di ignoti, dunque, è solo un fatto tecnico perché i magistrati nisseni – lo ripetono più volte nelle 380 pagine mandate al giudice delle indagini preliminari – su cosa abbia portato all’uccisione dei due colleghi hanno le idee chiare. Sia Falcone che Borsellino avevano intuito che Cosa nostra, attraverso imprese amiche, voleva partecipare al «banchetto» dei lavori pubblici: per questo sarebbero stati ammazzati e per questo l’indagine sulle infiltrazioni mafiose negli appalti sarebbero state insabbiate.
