È terminato con 25 condanne e 7 assoluzioni il processo di primo grado di rito abbreviato nato dall’inchiesta “Sahel” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che smantellò il presunto clan Martino di Cutro. La sentenza è della Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, emessa per i 32 imputati finiti al centro dell’operazione che scattò il 20 settembre 2024 con 31 misure cautelari eseguite dai carabinieri di Crotone. La pena più elevata – 20 anni di carcere – è stata comminata a Carlo Verni e Giuliano Muto (del 1988) per aver fatto parte della ‘ndrina Martino, e a Vito Muto (1966) per narcotraffico. Mentre all’ufficiale giudiziario della Procura di Catanzaro, Renato Guarnieri, la Gup ha inflitto 6 mesi per rivelazione di segreto d’ufficio. Invece, nei confronti di quest’ultimo è caduta l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per l’ipotizzata “soffiata” che avrebbe fatto a un componente della famiglia Martino su un’indagine in corso.
