«A Picanello farmacista costretta a pagare 150 euro al mese per avere la protezione del clan»

La collaborazione di Antonio D’Arrigo, detto Gennarino, ha permesso di scoprire la “carta delle estorsioni” del gruppo santapaoliano di Picanello. L’ex soldato di Cosa nostra ha fornito agli inquirenti una folta lista di attività commerciali che per anni avrebbero versato tangenti al clan. Dalle sue dichiarazioni sono partite alcune indagini che hanno permesso di incastrare diversi boss – anche storici – della squadra che fu “governata” dal capodecina Carletto Campanella. Sono finiti alla sbarra Lorenzo Pavone, vertice della cellula mafiosa almeno fino al 2013, Francesco Sansone e Giuseppe Tringale. Sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di una farmacia.