La sentono come “zona loro”. E agiscono come fosse veramente di loro proprietà. Sono gli spacciatori del viale San Teodoro, a Librino, che nei piani bassi di un palazzone avevano eretto dei muri di mattoni rossi forati e costruito delle recinzioni con reti metalliche per poter agire lontani da occhi indiscreti, ma soprattutto per proteggersi dalle forze dell’ordine e avere il tempo di scap-pare in caso di necessità. Ieri pomeriggio però, così com’era successo con la cancellazione del murales che inneggiava allo spaccio, i carabinieri del comando provinciale sono tornati al viale San Teodoro per abbattere, con l’aiuto degli operai del Comune, i muri eretti dai pusher.
