Aggravante, la Cassazione dà ragione a Giulio Lampada.

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Il ricorso di Giulio Lampada verte sulla condanna definitiva a 3 anni di reclusione (da sommare agli 11 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa sui quali è stata messa l’ultima parola) inerente l’aggravante di aver reimpiegato profitti illeciti, frutto della sua militanza nella ‘ndrangheta di Reggio, nell’acquisto di una sfilza di bar (ben otto) nella capitale finanziaria d’Italia, a Milano dove si era da tempo trasferito.