Sotto la cover dell’Iphone Bruno Cidoni, il calabrese trapiantato a Catania finito in manette per traffico di droga, teneva l’immagine della Madonna del santuario di Polsi. I poliziotti della mobile di Catania lo scoprono facendo un sequestro a fine dicembre 2020. Da qui nasce il nome del blitz scattato stanotte e che ha portato a 13 arresti tra Catania e Reggio Calabria. Cidoni non è uno qualsiasi. Nel suo passato ha fatto affari con pezzi grossi delle ‘ndrine di San Luca. Addirittura nel 2004 fu socio di un impresa edile con Ciccio Pelle Pakistan. Ma come si è arrivati a ricostruire gli affari di Cidoni, che aveva come suo collaboratore strettissimo Antonio Pezzano? I poliziotti hanno monitorato la casa di Carmelo Scilio “aricchiazzi” – che all’epoca era ai domiciliari – e le telecamere hanno beccato il volto di Cidoni. Da qui si è aperto un nuovo filone investigativo che ha documentato almeno 20 trasporti di cocaina.
