Nessuno doveva sgarrare e tutti dovevano sapete che nessun traditore sarebbe rimasto impunito. Punirne uno per educarli tutti. Per questo Vito Finocchiaro, un sodale del gruppo criminale che costituiva un’articolazione del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, è stato prima minacciato e poi pestato a sangue da Michele Vinciguerra, inteso “u cardunaru”, membro di rango apicale della famiglia di Cosa Nostra, e dal genero di questi Alberto Bassetta. Finocchiaro era stato ritenuto dal gruppo responsabile dell’ammanco di una partita di cocaina arrivata dalla Calabria. Avendo negato responsabilità, era Stato minacciato pesantemente, picchiato e poi costretto a versare circa 35.000 euro, ovvero il valore della droga “scomparsa”. Questo è solo uno dei tanti episodi che emergono nell’ambito dell’operazione “Kynara” (dal greco carciofo spinoso), che ieri mattina ha portato la polizia ad eseguire, su delega della Dda della Procura, un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal gip a carico di 30 soggetti, 23 dei quali destinatari della custodia in carcere e 7 della misura dei domiciliari.
