Cosa nostra barcellonese e il business del 110% per ristrutturare i palazzi ai tempi del covid-19, il Superbonus, un rapporto consolidato tra mafia e affari sporchi. Ci sono state più puntate d’indagine negli anni scorsi, la prima aveva visto come figura centrale Mariano Foti, poi si registrò una seconda tranche d’inchiesta della Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato che focalizzò la sua attenzione sul figlio di Foti, Salvatore, su un prestanome, Tindaro Pantè, e su una serie di imprenditori barcellonesi, che risultarono imputati per concorso esterno all’associazione mafiosa. Ieri mattina a Messina questa seconda inchiesta, che vide la sua conclusione nel dicembre del 2024, è arrivata al vaglio definitivo dell’udienza preliminare davanti alla gup Alessandra Di Fresco, per la definizione di cinque giudizi abbreviati.
