Secondo i militari dell’Arma, coordinati dai magistrati della Dda, sarebbe stato «zio Gaetano» (rientrato a Misterbianco il 14 dicembre 2010 dopo un lungo periodo detentivo scontato, l’ultimo, in regime di arresti domicilia a Ravenna) a guidare il gruppo, assistito dai nipoti Antonino e Gaetano. Il ruolo decisamente operativo viene attribuito anche a Giuseppe Avellino, Antonio Rivilli, Daniele Musarra (quest’ultimo titolare di una rivendita di auto usate a Belpasso), Giovanni Sapuppo Daniele Di Stefano.
