Nonostante l’azione di contrasto delle forze dell’ordine agli episodi di spaccio, gli indagati non hanno posto un argine alle malefatte, anzi si sono dotati «di tecniche sempre più astute per eludere le attività di prevenzione e di repressione» delle compravendite di droga. Le valutazioni del gip del Tribunale di Patti Eugenio Aliquò con cui ha motivato le misure di custodia cautelare non lasciano spazio a dubbi: a suo parere, le investigazioni dei carabinieri relative al traffico di stupefacenti a Patti e Gioiosa Marea, hanno «evidenziato l’effettiva corrispondenza tra la notizia di reato iniziale e la realtà dei fatti del territorio interessato, permettendo altresì di far emergere un quadro forse ancor più grave di quello che inizialmente potevasi immaginare, posta la giovanissima età dei soggetti interessati».
