Il nome “Savana” dato all’inchiesta deriva da “leone” e “leoncino”, ovvero in vernacolo “liuni” e “liuneddu”, che erano da identificare in Alessandro e Antonino Cutè, padre e figlio, che sono ritenuti dagli inquirenti al vertice rispettivamente del gruppo specializzato in furti in appartamento e dell’altro dedito allo smercio di droga.
