I Pernicone collettori di voti per Genovese, Rinaldi e David.

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Indice puntato contro la classe politica. Che si sarebbe serviti di alcuni “mediatori” per elargire doni in cambio di preferenze. A consegnare le regalie sarebbero stati, tra gli altri, Angelo e Giuseppe Pernicone, padre e figlio, già condannati in via definitiva per il reato di associazione finalizzata alla corruzione elettorale e voto di scambio, in concorso, tra gli altri, con Francantonio Genovese, il cognato Franco Rinaldi e Paolo David. Proprio questi tre, ieri, sono stati tirati nuovamente in ballo nell’aula bunker del carcere di Gazzi, durante un’udienza del procedimento penale scaturito dall’ormai arcinota inchiesta della polizia battezzata “Matassa”.