Ventuno condanne, alcune parecchio pesanti. Non soltanto ai mafiosi ma anche in quel “mondo di mezzo” tra affaristi, avvocati, imprenditori e funzionari pubblici. Poi otto assoluzioni e anche un “non doversi procedere”, dopo la riqualificazione del reato. Erano le 21 di ieri quando nell’ultimo atto del processo scaturito dall’operazione antimafia “Beta” dei carabinieri del Ros sulla famiglia mafiosa Romeo-Santapaola, il presidente della prima sezione penale Letteria Silipigni ha letto la sentenza per i riti ordinari.
