Sa poco o nulla – e per sua stessa ammissione – dei rapporti tra mafia siciliana e ‘ndrangheta calabrese, ma conosce praticamente tutto di Cosa nostra Giovanni Brusca “u verru” (il porco), oggi collaboratore di giustizia ma un passato da “soldato” e reggente di San Giuseppe Jato, e soprattutto il carnefice di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti di scorta. Lo “scannacristiani”, come lo chiamavano in mezza Sicilia per la sua ferocia, ha partecipato ieri in Corte d’assise a Reggio, collegato in videoconferenza dal sito riservato, al processo “’Ndrangheta stragista”.
