Né mafia né voto di scambio per Lombardo fine dell’incubo.

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Assolto dal concorso esterno alla mafia «perché il fatto non sussiste» e dall’accusa di voto di scambio «per non avere commesso il fatto», l’accusa aveva chiesto la condanna a sette anni e quattro mesi. Poche righe ma dal suono, immaginiamo, dolcissimo quelle lette ieri pomeriggio tra le sedici e trenta e le diciassette, dal presidente Rosa Anna Castagnola, della sezione di Corte d’appello di Catania, che hanno “liberato” da più di dieci anni di “turbolenza” giudiziaria l’ex presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e fondatore del movimento autonomista Mpa.