Un trojan nel telefono di Iacolino ha registrato incontri e “trattative”

C’era un trojan nel telefonino, ora sequestrato, di Salvatore Iacolino, il 63enne ex eurodeputato e manager sanitario favarese nominato dalla Regione direttore generale del Policlinico di Messina appena una settimana fa e già sospeso, travolto dall’inchiesta della Procura di Palermo per i suoi stretti rapporti con l’uomo d’onore di Favara Carmelo Vetro, con le accuse di concorso esterno all’associazione mafiosa e corruzione aggravata. Un trojan che ha consentito a magistrati e investigatori di ascoltare passo dopo passo l’evolversi dei rapporti con Vetro, le “pressioni” sull’Asp di Messina per favorire le strutture gestite dall’imprenditore barcellonese Giovanni Aveni, anche lui indagato, presentato da Vetro come “cosa sua” al manager sanitario. E ascoltare tutto il resto. Che ovviamente è ancora “coperto”, visto che l’interrogatorio di Iacolino è fissato per domani mattina davanti al procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e ai sostituti Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino.