Una svolta cruciale o meglio «storica», così come l’hanno definita il procuratore nazionale antimafia Leonida Primicelio e il procuratore capo di Messina Guido Lo Forte, ha consentito di infliggere un duro colpo alle cosche dei Barcellonesi e dei Mazzarroti. L’aggettivo non è casuale, perché la decisione di collaborare, da parte di soggetti considerati in posizione apicale, ha dato riscontro a una meticolosa attività investigativa. Per la prima volta, personaggi del calibro di Carmelo Bisognano e Santo Gullo hanno vuotato il sacco, raccontando nei dettagli fatti di sangue, estorsioni e altri traffici illeciti.
