Il coraggio della denuncia, la convenienza di affidarsi alla “Squadra Stato”. A Reggio, terra di ’ndrangheta mortificata anche dalla piaga del racket delle estorsioni, c’è una strada precisa per ribellarsi al giogo del pizzo: serve la forza di mettersi nelle mani di Dda, Carabinieri e Polizia come ha fatto il ristoratore reggino che ha denunciato la banda che lo taglieggiava. Facendoli arrestare.Dietro l’operazione “Lampo” – il blitz messo a segno all’alba di venerdì dai poliziotti della Squadra Mobile e dai Carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Reggio che ha sottoposto a fermo per rapina estorsione, porto e detenzione illegale di armi e, lesioni personali, danneggiamento mediante incendio, tutti delitti aggravati dall’aver favorito la ’ndrangheta.
