La terza sezione della Corte d’appello di Palermo ha respinto l’istanza di «riparazione per ingiusta detenzione» che era stata presentata da Bruno Contrada per la pena sofferta, 10 anni tra carcere e arresti domiciliari, a seguito della condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, dichiarata ineseguibile e improduttiva di effetti penali dalla Cassazione nel 2017.
