Gebbione, la San Marino di Reggio.

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Un cavallo di razza, «un arabo numero uno» di quelli che «non ne esiste uno uguale». Un regalo gradito, a maggior ragione se arriva «da un numero uno dei Serraino», quello che «a San Sperato comanda». È soddisfatto Nino Labate quando lo racconta al nipote Paolo: intercettato dagli inquirenti, il capo cosca parla del dono ricevuto da Maurizio Cortese. E la conversazione finisce nell’ordinanza perché ritenuta emblematica dei «legami di interessata vicinanza», annota la Dda, che la ‘ndrina dei “Ti Mangiu” avrebbe coltivato con le altre famiglie di ‘ndrangheta.