Strapotere “Libri”. Molto di più di una fetta di Reggio era stremata dalle avide mani della ‘ndrina che fu capeggiata dai fratelli Domenico e Pasquale Libri, gli indiscussi padrini (entrambi defunti) che dalla roccaforte Cannavò riuscirono ad espandersi fino al cuore della città conquistando, e dominando, significative aree della cintura urbana sud. Con i “Libri” stringevano «patti da rispettare» i politici che votavano (il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Nicolò l’ex assessore regionale del Partito democratico, Demetrio Naccari Carlizzi), fagocitavano appalti gli imprenditori «di riferimento» (i fratelli Francesco e Demetrio Berna, rispettivamente presidente Ance Calabria e ex assessore
