Al processo per l’omicidio dell’agente Nino Agostino, il vecchio poliziotto punta subito ad allontanare le ombre su di lui: «Io creai i gruppi di ricerca latitanti, per la raccolta di informazioni, da passare poi alle forze di polizia». Il pubblico ministero Nico Gozzo lo incalza: «Ha mai saputo di un prezzario per la cattura dei latitanti?». Contrada dice di no. «Ma il prezzario c’era», replica Gozzo, citando la testimonianza dell’allora capitano Massimo Grignani, l’ex capocentro dei servizi segreti di Palermo che aveva fra i suoi collaboratori Emanuele Piazza, l’ex poliziotto assassinato nel 1990, pure lui come Agostino impegnato nella ricerca dei latitanti.
