Dalle intercettazioni dell’operazione “Beta” è emersa, inoltre, la disponibilità di armi in capo al gruppo e l’esistenza di collusioni con esponenti delle istituzioni finalizzati ad ottenere notizie su eventuali indagini in corso. Proprio su quest’ultimo aspetto si è soffermato, durante la conferenza stampa di giovedì scorso, al Comando provinciale dei carabinieri, il procuratore capo facente funzioni Sebastiano Ardita.
