La verità impossibile sulla stagione delle ombre.

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Si farebbe un torto alla verità e all’intelligenza, oltre che alla chiarezza del suo dispositivo, se la sentenza della Corte di Assise di appello di Palermo venisse letta come un Rubicone della storia della mafia in questo Paese, in grado di riscrivere la catena degli eventi accaduti a partire dal 1992 e proseguiti nel 1993, di trasformare il bianco in nero e viceversa. La decisione, infatti, al netto della restituzione dell’onore agli imputati assolti, riconsegna al Paese il colore più esatto che dalle origini segna ogni storia siciliana dove incrocino politica, apparati, uomini d’onore. E quel colore è ed è sempre stato il grigio, come Giovanni Falcone insegnava e, prima di lui, Leonardo Sciascia. Dove, dunque, è il contesto a diventare decisivo nel suggerire letture anche diametralmente opposte.