La bomba fatta esplodere il 3 gennaio scorso davanti al portone della Procura generale di Reggio Calabria potrebbe essere stato un messaggio dei Serraino. Il clan della ‘ndrangheta non avrebbe gradito la revoca di un fascicolo ad uno dei magistrati dell’ufficio, Francesco Neri, che stava rappresentando l’accusa in un processo per omicidio in cui erano imputati due rapinatori vicini alla cosca.
