C’è un filo sottile che lega il gruppo jonico del “cinese” Pippo Andò a quello dei catanesi di Picanello. Chiaro, ciascuno fa affari per conto proprio, ma visto che la famiglia Santapaola-Ercolano rappresenta il minimo comune denomi-natore fra le due componenti, alla fine una parte dei soldi di Giarre viene fatta confluire verso Catania, là dove si gestisce la bacinella da cui si attingono gli aiuti per i detenuti e per le loro famiglie. Il punto di congiunzione fra i due gruppi sembra essere – almeno stando alle indagini condotte dai carabinieri in quel periodo storico (2017-2018) – il cinquantunenne “Melo” Salemi, sul cui conto ha rilasciato dichiarazioni ben precise il collaboratore di giustizia Carmelo Porto, descrivendolo come persona ai vertici della frangia di Picanello, assieme a Giovanni Comis.
